Comunicato contro l’esclusione ufficiale delle persone T dalle competizioni olimpiche decisa dal Comitato Olimpico Internazionale
Come associazione equAnime, intendiamo opporci e denunciare l’esclusione delle persone Transgender dalle competizioni olimpiche, decisa ufficialmente in questi giorni dal Comitato Olimpico Internazionale.
Secondo quanto disposto dal Comitato, tutte le atlete dovranno sottoporsi al test SRY: uno screening genetico, effettuato una sola volta nella vita, che rileverà la presenza del cromosoma Y nel loro DNA. Solo se il risultato sarà negativo le atlete avranno la possibilità di accedere alle competizioni.
Questa misura è paradossale: viene adottata al fine di “dare priorità a equità e sicurezza nello sport femminile”, ma, di controverso, è proprio alla sicurezza e alla privacy delle atlete che questo provvedimento va a minare: infatti, il cromosoma Y non è presente solo nelle Donne Transgender, e nemmeno per forza in tutte loro, ma può essere presente anche in persone intersex o assegnate femmine alla nascita, che abbiano diagnosi di varie differenze o disturbi nello sviluppo sessuale. Immaginate come sarebbe scoprirlo così ed essere messe alla gogna pubblica per tale motivo…
Insomma, un provvedimento adottato per attaccare la più discriminata categoria di Donne al fine di preservare la sicurezza delle altre, che invece attacca tutte insieme, contemporaneamente.
Misura che, oltre a essere un vergognoso tuffo nel passato, dato che fu interrotta dallo stesso Comitato Olimpico Internazionale nel 1996 per le sue evidenze antiscientifiche, non è solo dalla comunità trans e da chi la sostiene (o meglio, rispetta) a essere tutt’oggi considerata portatrice di tali evidenze antiscientifiche: infatti, oltre 70 organizzazioni esperte, tra le altre cose, in diritti umani e riparazione delle ingiustizie nello sport, hanno pubblicamente criticato questi test genetici. E, nondimeno, a condannare i test di verifica del sesso e gli interventi medici discriminatori non necessari sono state anche realtà “da niente” quali, ad esempio, l’associazione medica mondiale, l’alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, e un gruppo di esperti indipendenti sempre dell’ONU. Ma c’è di più: in contrasto con questa presa di posizione, a inizio 2026 un nuovo studio inglese condotto da persone accademiche e mediche, ha affermato, per l’ennesima volta, che le atlete transgender non hanno vantaggi fisici rispetto alle donne cisgender, e questo già a seguito di un periodo di terapia ormonale sostitutiva compreso tra 1 e 3 anni.
Già questo basterebbe per smontare l’assurda, discriminatoria e antiscientifica decisione del CIO, ma aggiungiamo un’ultima cosa: questo vantaggio di cui loro temono, non ha nemmeno un precedente che giustifichi il timore. Infatti, l’unica testimonianza su cui potrebbero basarsi, risale al 2021 e riguarda la prima e unica atleta transgender ad aver mai partecipato alle olimpiadi, eliminata per sconfitta all’inizio delle competizioni di sollevamento pesi, per aver rinunciato subito dopo addirittura alla carriera sportiva, a causa dell’ondata di odio transfobico che ha ricevuto a livello mondiale.
Detto ciò, possiamo concludere sottolineando il carattere unico di questo provvedimento: odio transfobico, di derivazione sicuramente Trumpiana, che si è espanso fino alle olimpiadi, e che non deve espandersi oltre.
Per questo ci opponiamo e condanniamo fortemente questa tragica misura, che come associazione LGBTQ+, tra l’altro unica in un territorio marginale, ci preoccupa particolarmente per il suo carattere repressivo e discriminatorio, che temiamo possa avere ripercussioni anche fino alle nostre realtà territoriali.
Chiediamo che più persone e realtà possibili possano esprimere il proprio disappunto su questa misura, per arrivare a una vera e propria opposizione che possa portare a fare un passo indietro su di essa.
Siamo stanch* di un mondo che prende provvedimenti contro di noi senza neanche interpellarci e tenerci in considerazione.
Le persone Trans esistono, e pretendono di essere riconosciute e validate, sempre.
